|
Menù
Le città del Gargano
|
|
|
|
Barra di navigazione: Gargano > La montagna Sacra
Monte Sant’Angelo, il più alto borgo del Gargano, è considerata una montagna sacra e un centro spirituale, vi sono state infatti miracolose apparizioni
e inoltre questo monte accomuna due sacri simboli: la cima, simbolo sacro legato al cielo e la caverna, simbolo sacro legato alla terra.
Situato a soli 50 chilometri da Foggia e a soli 18 chilometri da Manfredonia, questo monte è uno dei più antichi luoghi di culto della Cristianità,
ricco d’arte romanica e dove si sviluppò un’importante scuola di scultori, nel periodo tra l’anno mille e il duecento, a capo della quale vi era l’arcidiacono Acceptus.
La storia della montagna sacra è legata alla leggenda delle apparizioni dell’Arcangelo Michele e comincia con la costruzione della chiesa, a lui dedicata , nel 493.
La Leggenda:
Si narra che nel maggio del 490 un ricco e nobile signore di Siponto, di nome Elvio Emanuele Gargano,
perse un toro fuggito dalla sua mandria. Egli lo andò a cercare e lo trovò sulla montagna davanti ad una grotta dedicata al culto del dio pagano Mitra.
|
|
| |
Gargano chiamò il toro più volte ma quello non si mosse, egli allora prese il suo arco e gli scagliò contro una freccia, che però girò misteriosamente
su se stessa e lo colpì facendolo cadere da cavallo.
Durante la caduta il nobile signore fu avvolto da una luce soffusa che irradiava tutti i colori dell’arcobaleno e all’improvviso un angelo guerriero,
armato di una spada lucente e scintillante, gli apparve: era l’arcangelo Michele.
Solo tre giorni dopo, l’arcangelo apparve al vescovo Felice di Siponto e gli annunciò che avrebbe fondato nella cava di Mitra il luogo del suo culto.
Due anni più tardi, nel settembre del 492, quando la città di Siponto venne assediata dagli Eruli di Odoacre, re dei Goti, l’arcangelo Michele apparve
nuovamente in sogno al vescovo, che questa volta era Lorenzo Maiorano, successore di Felice e lo rincuorò promettendogli una sicura vittoria sugli invasori e così fu.
Proprio il giorno successivo, infatti, i sipontini affrontarono gli invasori a viso aperto e una schiera di angeli, armati con spade fiammeggianti, li aiutò a cacciarli via.
Nel 493, un anno dopo, nel giorno dell’anniversario della vittoria, i vescovi delle città vicine, andarono in processione alla grotta, dove trovarono un altare,
sormontato da una croce di cristallo lucente e abbagliante e con l’impronta del piede di San Michele impressa sulla roccia.
Venne celebrata quindi una messa per la consacrazione della grotta a santuario, ma durante la cerimonia si sentì la voce calda e imponente dell’arcangelo,
che dichiarava che takle gesto era già stato da lui compiuto e che quella sarebbe stata da quel momento in poi la sua dimora per sempre.
Il monte Drion così cambiò nome in Monte Sant’Angelo, che divenne poi una tappa obbligatoria per tutti i crociati e meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli,
che ancora oggi scendono gli 89 scalini di una lunga scalinata in pietra e dopo aver oltrepassato la porta di bronzo, fatta costruire nel 1076 a Costantinopoli,
si inchinano a pregare, con grande fede e devozione, davanti alla statua in marmo rappresentante l’arcangelo Michele.
Secondo questa leggenda, fu proprio da qui e cioè dal santuario Garganico, che il culto micaelico si diffuse nel mondo, in realtà già al tempo di greci e latini e
anche sucessivamente, vi furono parecchie apparizioni dell’arcangelo Michele in Oriente e al tempo di Costantino il culto a lui dedicato era molto diffuso.
Secondo l’antica iconografia orientale l’Arcangelo Michele veniva rappresentato con una bilancia in mano, fu la fantasia da combattenti dei nordici longobardi a
sostituire ad essa una spada fiammeggiante.
Tra i pellegrini del santuario del Monte Sant’Angelo, troviamo non solo gente comune, ma anche uomini di grande rilievo storico come: San Francesco, l'imperatore Ottone
e il re Ferdinando il Cattolico che per rispetto a Michele entrarono nella grotta scalzi, Roberto il Guiscardo, Federico II di Svevia e Carlo I d'Angiò e tanti altri uomini illustri.
|
|
|
|
|
|
E' vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito. Per informazioni rivolgersi a info@sul-gargano.it
|
|